Ludovico Savioli

1795 A indice:Amori_(Savioli).djvu Raccolte di poesie letteratura Amori Intestazione 27 dicembre 2010 101% Raccolte di poesie}}{{Nota disambigua|Amori

<dc:title>Amori</dc:title> <dc:creator opt:role="aut">Ludovico Savioli</dc:creator> <dc:date>1795</dc:date> <dc:subject>Raccolte di poesie</dc:subject> <dc:rights><a href="http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/deed.it">CC BY-SA 3.0</a></dc:rights> <dc:rights><a href="http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html">GFDL</a></dc:rights> <dc:relation>indice:Amori_(Savioli).djvu</dc:relation> <dc:identifier>http://it.wikisource.org/w/index.php?title=Amori_(Savioli)/V_-_Il_Destino&oldid=809258</dc:relationship> <dc:revisiondatestamp>20110416215157</dc:revisiondatestamp> http://it.wikisource.org/w/index.php?title=Amori_(Savioli)/V_-_Il_Destino&oldid=809258

20110416215157

Ludovico Savioli - Amori
V - Il Destino
â—„   IV - La Solitudine VI - La Felicità   â–º


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Ch’io scenda all’artifizio
     Di mendicata scusa?
     Non posso: il volto ingenuo
     4Col suo rossor m’accusa.
     
La tua lusinga è inutile,
     Ãˆ tardo il tuo lamento.
     Tu l’esca a tanto incendio
     8Negasti, ed ecco è spento.
     
Se d’importuno ostacolo
     Soverchio Amor s’offende,
     Dispiega i vanni instabili,
     12Nè richiamato intende.

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Le forme tue risplendono
     Di non mortal bellezza;
     Te sul fiorir non supera
     16La Dea di giovinezza.
     
V’è più, che in me l’ingiuria
     Del non amarti aggravi?
     Tu vanti onor domestici
     20Per venti etadi agli avi.
     
I Lari tuoi ridondano
     Dei doni aurei di Pluto.
     Là pallidi rispettano
     24Gli amanti un tuo rifiuto.
     
Ma che? le sorti ordirono
     Immobile catena;
     E da sorgente incognita
     28Piacer discende e pena.

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O destinata a gemere
     Sul tuo deluso foco,
     Oh ti consola, e credimi,
     32Che ’l mio trionfo è poco.
     
A me fanciulla indocile
     Un ferreo giogo impose:
     Me leggi aspre governano,
     36Difficili, orgogliose.
     
Non prevedute grazie
     in su quel viso han sede:
     Ahi troppo il loro imperio
     40Sulla beltà precede.
     
Il fasto, e gli spettacoli
     L’austera odia e deride:
     Sorge coll’alba: inselvasi,
     44E tratta armi omicide.

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Tale Atalanta narrano
     Ninfa di cor feroce,
     Che i cervi in sul Partenio
     48Stancò col piè veloce.
     
Fido sull’orme rapide
     Milaníon correa,
     E all’amator selvatico
     52I fianchi Amor pungea.
     
Tacque, ed osò sorridere
     Da’ rami acuti offeso:
     Stanca la vide, e gli omeri
     56Gravò del caro peso.
     
Oh quante volte intrepido
     Sfidò le irsute fere,
     E alla sdegnosa vergine
     60Offrì le spoglie intere!

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Quest’arti, che s’aprivano
     Sentiero al cor non molle,
     Col tempo il disarmarono,
     64E la superba volle.
     
Forse gli Dii mi pascono
     D’una speranza incerta,
     E forse a prezzo simile
     68La mia vittoria è certa.
     
A tuo conforto io misero
     Che posso darti intanto?
     Fredda amistà, silenzio,
     72E breve inutil pianto.

â—„   IV - La Solitudine VI - La Felicità   â–º